Articolo pubblicato nel FORUM 11 Aprile 2005 - articolo
N. 0006
From: "Guido De Simone" Subject:
dal sito www.democrazialegalita.it testo originale su:
http://www.democrazialegalita.it/firmefalse.htm
Firme false: un caso alla Nick Carter.
Inchiesta fai-da-te di Roberta Anguillesi e Marco Ottanelli
21 marzo 05. Turbati ed inquieti per il pullular di
firme false che sbucano da ogni piega delle liste elettorali, i cittadini
Anguillesi e Ottanelli decidono di vederci chiaro: la domanda che si pongono (e
che ogni elettore dovrebbe porsi) è qualcuno ha usato il mio
nome, a mia insaputa, per la presentazione di una lista alle prossime
elezioni?.
Perché falsificare una firma è cosa decisamente
scorretta, e ai loro diritti di cittadini, i nostri protagonisti tengono molto.
Ma sapere se proprio la loro identità è stata usurpata, non si
rivelerà cosa semplice.
22 marzo 05. Le notizie sulle falsificazioni di firme
e, quindi, delle liste da presentare al voto travolgono anche Firenze, comune
di residenza di A&O. Tra accuse e contraccuse, i partiti si scambiano sui
media allusioni pesanti, facendo prosperare un clima di sospetto e di reciproca
sfiducia. Insomma, ognuno dice allaltro di aver commesso
irregolarità. Quando la Procura di Firenze scopre che
centinaia di firme della Lista Mussolini sono assolutamente fasulle (con
riportati numeri di documenti inventati, ma corrispondenti a nominativi veri),
e apre un procedimento penale nei confronti del consigliere provinciale DS
Alessandro Lo Presti per averle (quantomeno incautamente) autenticate, per
A&O è il momento di agire.
23 marzo 05. Municipio di Firenze, ufficio
elettorale. È qui che le liste presentano le firme autenticate per
ottenerne i relativi certificati di iscrizione alle liste elettorali, allegando
i quali esse saranno presentate al tribunale, che ammetterà (o meno) le
liste stesse al voto. Anguillesi e Ottanelli si presentano nella apposita
stanza al mezzanino, e, candidamente, chiedono di poter sapere se i loro nomi
compaiono in una o più liste di firme. Quattro volti, quelli degli
impiegati presenti, sbiancano allistante. A&O sono invitati a
spiegarsi meglio, e, con molti dettagli, lo fanno. Volti bianchi si guardano
lun laltro. Una gentilissima impiegata spiega che ci si dovrebbe
rivolgere al responsabile, dott. S., e nel frattempo invita a fare domanda
scritta. Mentre A&O eseguono (per carità, si fa quel che
cè da fare), si sente un sussurrar di domande : ma avete dei
sospetti? Sapete se qualcuno ha falsificato le vostre firme? Avete in mente una
certa lista, un certo partito
? Coinvolti nellatmosfera di
mistero, i nostri rispondono sussurrando no
vogliamo verificare
soltanto
così, perché crediamo di avere il diritto di
sapere
In quel momento, casualmente, entra il dott. S. Accoglie
con un sorriso immobile le comunicazioni dellimpiegata, e prega,
sorridendo, di spiegare ben bene cosa A&O vogliano. I due lo fanno.
Apprendendo, in risposta, le seguenti cose: 1) volendo, i partiti possono
depositare i moduli per la raccolta delle firme presso il Comune, i quartieri,
ed una serie di uffici distaccati, dove i cittadini potrebbero recarsi a
firmare, con immediata e garantita autenticazione in loco. Il tutto
gratuitamente. Nessun partito, nessuno, ha usufruito di questa
opportunità. Almeno a Firenze. (E, di banchini per la
raccolta delle firme, se ne sono visti ben pochi, ndr). 2) Anguillesi e
Ottanelli sono i primi, da sempre, ad aver fatto una simile richiesta: tutti si
son sempre fidati della genuinità di tutte le firme; dal 1948, a quanto
pare. 3) I certificati di iscrizione sono sì rilasciati
dallanagrafe, ma della loro richiesta, stampa, cessione, non rimane
traccia, né elettronica, né cartacea. Quindi, teoricamente, essi
potrebbero essere stati richiesti 10 volte da 10 partiti diversi, e sarebbe
impossibile verificarlo. Il gentilissimo dott. S. spiega poi che tutto il
materiale (firme, autenticazioni, certificati) si trova presso lufficio
circondariale centrale del Tribunale. Sono due passi, Anguillesi e Ottanelli si
dirigono verso la nuova meta. Ma è tardi, e lufficio è
chiuso.
24 marzo 05. Ore 10.30. Anguillesi e Ottanelli si
infilano nel labirintico tribunale di Firenze, e, sali e scendi, gira e bussa,
alla fine trovano lufficio circondariale. Alle pareti, faldoni e faldoni
contrassegnati con le sigle dei partiti, incombono sulle loro teste: il mistero
è lì dentro, a portata di mano! Ma la forma pretende i suoi
passaggi formali. Ai gentilissimi impiegati viene riproposta la richiesta.
Bocche aperte. Eppure è semplice, dicono A&O: vogliamo solo sapere
se il nostro nome compare in una o più liste, dato che non abbiamo
firmato nulla. Viene loro chiesto di fare istanza scritta. A parte che A&O
hanno da sempre desiderato di poter fare una istanza scritta, ciò li
coglie impreparati. Si rimanda al giorno dopo.
25 marzo 05. Anguillesi e Ottanelli, seduti sulle
scale del Tribunale di Firenze, si esibiscono nella scrittura di una lettera
formale in pieno stile fratelli Capone. Aprono una parente, la chiudono, e
così via, perché il mistero si infittisce e un po di buon
umore non guasta. Istanza alla mano, salgono le antiche scalinate e,
sollecitando una risposta prima delle elezioni regionali, grazie, la
consegnano, ed essa viene protocollata. Intanto vengono a sapere che non
esistono copie elettroniche né scansioni informatizzate dei moduli: le
firme sono unicamente lì, nei faldoni alle loro spalle, così
vicini, così lontani. Chi li consulterà, eventualmente? E quanto
tempo ci vorrà?
26 marzo 05 e seguenti. Attesa. Inquietudine.
Mistero. I giorni a cavallo della pasqua passano nella fiduciosa speranza di
risolvere la questione. Insomma, Ottanelli e Anguillesi hanno firmato o no?
Loro non lo sanno, e sperano nella clemenza della corte per conoscere la
verità. Al TG, la Mussolini ora esulta, ora attacca; Storace ora
affonda, ora ripiega; alla fine Follini e DAlema invitano a non
esacerbare gli animi. Tutte le liste bloccate in mezza Italia vengono
ammesse alle elezioni. Meno male, la democrazia è salva, ma A&O non
sanno ancora se hanno contributo o meno a salvarla.
29 marzo 05. Dice il saggio: se nessuno ti da
retta, prova a fare un po di fretta (così Ten,
laiutante giapponese di Nick Carter). Anguillesi e Ottanelli, vedendo che
la scadenza elettorale è in arrivo, chiamano lufficio del
Tribunale. Ma nulla: listanza giace inevasa. In fondo, lo capiscono, non
è la cosa più urgente, sotto elezioni, ma un
sì o un no sarebbero graditi. Telefonate e
garbate insistenze si susseguono quotidianamente. Non cè nulla da
fare, lo vogliono sapere: qualcuno ha preso i loro nomi? Ha inventato il numero
di un loro fantomatico documento didentità? Ha scarabocchiato un
simulacro di firma? Ha autenticato, in loro assenza, una loro sottoscrizione di
atto pubblico? 31 marzo 05. Alla ennesima telefonata, Anguillesi e
Ottanelli vengono finalmente invitati a ritirare la risposta della
commissione. Emozione. Trepidazione. Suspance. Ma il documento
recita, testualmente:
LUfficio, composto da Dott. F. Z.,
Dott. A. P., Dott. L. V., con lassistenza del cancelliere I., vista
listanza presentata dai Sigg. Roberta Anguillesi e Marco Ottanelli;
Ritenuto che quanto richiesto comporta il trattamento di dati sensibili
ai sensi del decreto legislativo 196/2003; rilevato altresì che
risultano in corso indagini che possono riguardare quanto oggetto
distanza; ritenuto che pertanto non appare opportuno consentire
laccesso a quanto richiesto; visto larticolo 25 L. 241/90
rigetta listanza
E adesso? La sentenza appare ineccepibile, ma
forse A&O non si son spiegati bene: non volevano spulciare tutti i nomi di
altri cittadini, ma solo sapere - da chiunque! In qualunque modo! - se essi
stessi erano presenti nelle liste
A questo punto, non restano che due ipotesi percorribili. O
arrendersi, e non sapere mai la verità, o fare un esposto alla procura
(ovviamente dopo le elezioni), una formale richiesta, par di capire, di
indagini.
Dopo questo, viene loro molto gentilmente chiesto per quale
giornale scrivano. Orgogliosamente, rispondono
democrazialegalita.it, ma non ricordano di aver mai detto di essere
giornalisti: solo semplici, semplicissimi cittadini. A&O si guardano un
poco perplessi, ma non del tutto rassegnati.
Chi vivrà, vedrà. Si avviano verso luscita,
salutano, e, come farebbe il buon Patsy, lultimo chiude la porta.
Si ricorda che gli articoli a nostra conoscenza apparsi sulla
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rubrica RASSEGNA STAMPA, alla pagina
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