Perché le Primarie
Una nota preliminare: da qui in poi utilizzeremo due
termini: PRIMARIA per indicare la sessione relativa alla singola lista,
e PRIMARIE per distinguere la sessione che riguarda al contempo
più liste.
Una Consultazione Primaria è un metodo per la
determinazione collettiva dei candidati che dovranno rappresentare una
determinata lista elettorale (tale lista può ovviamente rappresentare
uno o più partiti politici od altre forme associative) che intende
competere nelle successive Elezioni per il rinnovo da parte del popolo delle
cariche esecutive e delle assemblee legislative.
Un po' di Storia: a partire dagli USA
Le Primarie furono adottate per la prima volta oltre un secolo fa
in alcuni stati degli Stati Uniti d'America, con lo scopo di porre rimedio
all'eccessivo potere dei vertici di partito la cui concentrazione di potere
stava generando indebite inflenze da parte delle più potenti
"lobbies" (gruppi d'interesse).
Peraltro, le Primarie negli States vanno considerate nella loro
complessità poiché, in virtù della struttura federale
della nazione, ogni stato ha una sua formula distinta di sistema elettorale e,
in particolare, le Primarie non sono un metodo utilizzato dovunque e comunque
in ogni stato dove sono utilizzate ve n'è una versione diversa. Quelle
che più funzionano (l'unico criterio qualitativo accettabile è
fornito dalla partecipazione attiva dell'elettorato) sono le PRIMARIE di tipo
APERTO, poiché dove sono adottate la partecipazione al voto
superà anche il 60%. Negli altri stati si è ormai scesi da
tempo a bassissime partecipazioni, anche ben sotto il 40%, proprio a causa del
fatto che il sistema consente fin troppo l'influenza se non le vere e proprie
manovre delle "lobbies" e l'elettore medio non perde tempo con quello che
appare ormai un copione deciso su cui non ha alcuna influenza. Ben altra
musica si gode dovve gli elettori possono addirittura proporre le candidature
se non addirittura falro per ambedue le parti in campo.
Ma oltre agli USA anche altre nazioni utilizzano delle Primarie.
Ve ne sono tracce sotto varie forme in Gran Bretagna, Irlanda, Israele, Canada
ed Australia, più recentemente in alcuni stati del Sud America
(Argentina, Cile, ecc.), sempre ognuna diversa da tutte le altre. Sotto altre
forme esse sono presenti anche in Francia ed in Germania.
Tutto ciò genera molta confusione, perché la maggior
parte di coloro che parlano di PRIMARIE non aggiungono a quale "tipo" di
Primarie si sta riferendo. E questo non aiuta certo a comprendere un meccanismo
che già fa parte della propria tradizione elettorale.
Ma una cosa è chiara: nessuno di questi sistemi, le
"Primarie Aperte" in stile USA, sono configurabili o adattabili, così
come sono, nel "caso
Italia". Un caso complicato dalla complessità del panorama
politico del Bel Paese, ma che al tempo stesso riassume molte delle
caratteristiche delle problematiche di tutti gli stati democratici.
Proprio questo è il motivo che rende particolarmente
attente tutte le Democrazie occidentali verso ciò che sta accadendo e
che accadrà in Italia, specialmente se riusciremo ad introdurre un
modello innovativo e più adatto ad una Democrazia avanzata che risponda
alle richieste sempre più pressanti dell'elettorato, stanco di una
Politica spesso troppo "vecchia" e poco tagliata a misura di cittadino.
Una Legge per l'Italia
Ma per meglio arrivare alla soluzione ideale per i bisogni
italici, è bene prima provare a schematizzare i vari tipi di Primarie
classificando le possibili modalità con cui si possono configurare i
singoli elementi significativi che ne compongono la struttura. Fatto
ciò, è ben più facile provare a ricomporre il tutto
scegliendo di ciascun elemento l'opzione che più risponde ai
criteri
democratici di cui il sistema politico ed elettorale italiani ed in
particolar modo gli italiani hanno bisogno e che rispetti i principi
fissati dalla nostra Costituzione (che così sarebbe peraltro ben
più pienamente e finalmente realizzata).
Non ci vuole molto, perciò, a capire perché una
volta che il procedimento di formazione delle candidature venga scritto sotto
forma di Legge dello Stato debba necessariamente rispettare tali esigenze e
principi... sempre che si voglia confermare la configurazione Democratica e
Republbicana della nostra Nazione.
In effetti nessuno di essi si può definire adatto ad
un'applicazione di successo nel cosiddetto "Caso Italia".
Nelle prossime pagine proviamo a tracciare uno schema che aiuti a
classificare
i vari
tipi di Primarie e le loro possibili combinazioni, inclusi i loro effetti
sul piano politico e democratico.
Segue un'analisi del "Caso Italia" e le potenziali ipotesi di
Primarie inseribili nel nostro sistema elettorale, con i suoi effetti.
Da tali considerazioni si arriva facilmente alla versione scelta
dal COMITATO PER LE PRIMARIE che verrà comunque sottoposto
all'elettorato italiano perché ne faccia lLA SUA LEGGE.
Proposta con tale formula in Parlamento essa diviene BEN PIU' DI
UNA "PROPOSTA" DI LEGGE. Si potrà definire più correttamente UN
ATTO POLITICO DEL POPOLO ITALIANO, cui il Parlamento non potrà sottrarsi
senza dichiarara il fallimento del suo ruolo di rappresentanza dell'Elettorato
sovrano.
Non solo per l'Italia
Nel caso non sia chiaro, i problemi italici non sono solo italici.
E senza andare troppo lontano, questo vale in particolare per tutti gli Stati
che, in quanto Membri dell'Unione Europea, si dichiarano "democratici". A
maggior ragione alla luce del varo di una Costituzione Europea e del fatto che
è il voto di 450 milioni di Europei a determinare la configurazione del
Parlamento Europeo, organismo che avrà sempre più potere
d'influire sulle vite di tutti noi Europei e che perciò è bene
che sia ancor più frutto di un processo pienamente democratico e
perciò sottoposto ad un vero controllo democratico. In tale
frangente, è bene che si consideri con ben più attenzione il
ruolo effettivo che i POPOLI debbano avere in quella che viene definita,
a volta solo demagogicamente, l'EUROPA DEI POPOLI. Che dunque questa Europa
lo sia in concreto "dei suoi Popoli". A partire dal potere degli elettori
europei, TUTTI, di determinare realmente chi può e chi non può
rappresentarli degnamente, perciò a partire dalla determinazione dei
candidati.
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