Comitato Promotore della Legge di Iniziativa Popolare per l'Introduzione nel Sistema Elettorale Italiano delle
Primarie Aperte a Tutti gli Elettori ai fini della Proposta e della Selezione delle Candidature
Organo Ufficiale del COMITATO PER LE PRIMARIE APERTE

A5 - Gli esperimenti di Primarie in Italia

A fronte dell'assenza in Italia di una regola certa, definita e riconosciuta da tutti (vacatio legis), chi ha voluto provare l'ebrezza delle Primarie nel nostro Paese ha potuto fare esperimenti ed esperienze molto varie, i cui risultati sono comunque un contributo utile e costruttivo per una migliore comprensione delle sue potenzialità e dei suoi limiti, del suoi usi migliori e peggiori.

Ci sono due tipi di episodi:

  • La PRIMARIA DI LISTA o DI PARTE, organizzate e gestite da una singola parte in causa, possono corrispondere a quelle "di partito" (la lista elettorale è appoggiata da un'unica forza politica) o "di coalizione" (la lista elettorale è appoggiata da più di un partito).
  • Le PRIMARIE APERTE, non a caso al plurale in quanto vi partecipano tutte le liste concorrenti e l'elettore può scegliere per quale di esse esprimere il candidato. Perciò sono organizzate e gestite da un'organismo indipendente dai concorrenti in campo e che di solito corrisponde all'istituzione pubblica interessata e di conseguenza sono tutelate dalla legge e da controllo pubblico, come avviene nelle elezioni popolari in genere.

Quasi tutti gli esperimenti in Italia sono del primo tipo. Qui di seguito vi elenchiamo alcuni degli episodi più rilevanti:

  • A sorpresa, inizia nel 1999 Alleanza Nazionale (AN) con la selezione del candidato alla Presidenza della Provincia di Roma, primo e purtroppo ultimo episodio di primaria nel Centrodestra (leggi i dettagli).
  • Segue nel 2001 la scelta del candidato del Centrosinistra alla carica di Sindaco di Bologna. (leggi i dettagli).
  • Ultima, in ordine di tempo, la tribolata primaria nel Centrosinistra per il candidato alla Presidenza della Regione Puglia (vedi i dettagli).

Ed ecco i pochi casi di Primarie non organizzate da specifici partiti politici e per ora sono andate in porto solo in piccoli comuni:

  • PRIMARIE APERTE per la selezione dei candidati alla carica di Sindaco del Comune di Peccioli. Sono indette dall'autorità che indice le elezioni e di conseguenze partecipano tutte le parti in competizione. (vedi i dettagli).
  • PRIMARIE per la selezione di uno dei candidati alla carica di Sindaco del Comune di Grottaferrata. I partiti, e perciò in particolare le liste di coalizione, ma anche tutti gli altri partiti, le disertano. Ma i cittadini votano, sapendo che chi vince probabilmente rappresenterà una lista civica indipendente. (vedi i dettagli).

In questi due casi l'affluenza è ben superiore a quella registrata alle primarie di parte.

Questo conferma quanto poi si registrerà costantemente in tutte le consultazioni primarie espletate e gestite nell'ambito d'una parte in campo: i cittadini comuni non partecipano.

Questo deriva dal fatto che partecipare ad una primaria di parte corrisponde al dire pubblicamente per quale parte si vota.

Ora, al di là della sempre possibile (anche se un po' utopistica) spiegazione il cittadino comune lo faccia per una scelta "etico-politica" a difesa del proprio diritto costituzionale della "SEGRETEZZA DEL VOTO", un problema un po' più terra-terra ma ancor più reale è che la stragrande maggioranza dei cittadini non amano far sapere per quale parte ha votato perché certe "etichette" si possono rivelare controproducenti se non pericolose per i propri rapporti personali e sociali.


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