I TRE CRITERI PRINCIPALI PER CLASSIFICARE LE PRIMARIE
Qui di seguito sono esposte tre caratteristiche, quelle
principali, comuni a qualsiasi dei due metodi elettorali sopra descritti, che
permettono la scelta di varie opzioni. È ovvio che la differente
combinazione di opzioni per ciascuna voce costituisce un ben diverso tipo di
Primarie:
1) IN BASE ALL'ELETTORATO ATTIVO (CHI VOTA):
a) Primarie Chiuse
riservate ai soli iscritti/militanti (residenti ed elettori nel
territorio interessato) del partito o dei partiti partecipanti in coalizione
alla stessa lista elettorale.
b) Primarie Semi-Chiuse
Ai militanti si aggiungono gli iscritti di alcuni movimenti o
associazioni di "area" (cioè notoriamente simpatizzanti per tale parte
politica (residenti ed elettori nel territorio interessato).
c) Primarie Semi-Aperte
Possono partecipare tutti i cittadini (residenti ed elettori nel
territorio interessato) che si "iscrivano" anche solo temporaneamente e come
simpatizzanti al/i partito/i della Lista o sottoscrivano un protocollo
d'appoggio al programma della Lista.
d) Primarie Aperte
Partecipano tutti i cittadini residenti ed elettori nel territorio
interessato, senza alcuna necessità di dichiarazione o d'iscrizione o
limite o vincolo od obbligo, salvo l'esibizione di un documento che comprovi la
residenza nel territorio interessato (quest'ultimo obbligo vale di solito per
tutte le altre ipotesi sopra elencate).
2) IN BASE ALL'ELETTORATO PASSIVO ("ORIGINE" DEI CANDIDATI,
CIOÈ DA CHI È CANDIDATO)
a) Da parte del Vertice Nazionale del partito (o dei Partiti)
della Lista
I candidati sono espressi solo dal vertice centrale del partito.
b) Da parte dei Vertici Nazionale e Locale:
i candidati sono decisi di comune accordo tra il vertice nazionale
e quello/i locale/i.
c) Da parte dei Vertici/Dirigenza Locali
un gruppo ristretto della Direzione Locale decide i nominativi in
lizza.
d) Da parte dell'Assemblea Locale degli Iscritti
tutti i militanti locali possono indicare candidati.
e) Da parte dell'Assemblea Locale + Movimenti Simpatizzanti
si possono aggiungere nominativi presentati da organismi esterni
alla parte ufficiale ma invitati dal partito ad indicare dei nomi.
NOTA: in questi primi casi, se applicati ad una "Lista
di Coalizione" (più partiti che l'appoggino), gli aspiranti potrebbero
essere candidati da ciascuno dei partiti partecipanti alla Coalizione e nel
caso "2e" tale possibilità si estenderebbe anche dalle relative
associazioni esterne ammesse.
f) Da parte di chiunque ("EX OMNIBUS")
Dette anche "PRIMARIE APERTE IN TERMINI DI PROPONIBILITA' DELLE
CANDIDATURE" (Aperte anche sotto il profilo dell'Elettorato Passivo).
Pertanto, in questo caso chiunque può candidare o candidarsi per una
lista in competizione. In tutti i casi, le candidature andrebbero
suffragate dalla raccolta di un determinato numero di firme dei cittadini del
territorio interessato, corrispondenti almeno al quantitativo minimo necessario
per l'ammissione alle elezioni secondo quanto previsto dalle norme vigenti per
l'elezione a cui le Primarie si riferiscono. Ciò risponde al dubbio
che le Primarie Aperte in tal senso diverrebbero impraticabili per eccesso di
"Aspiranti Candidati". Difatti, la necessità di raccogliere le firme
degli elettori in appoggio ad ogni singola candidature dirada" di parecchio il
numero delle candidature alle Primarie. Indicativamente, ove la proposta del
"candidato ufficiale" del partito non sia condivisa, sono prevedibili da 1 a 7
ulteriori candidature. Oltre sarebbe difficile poiché solo una
percentuale minima di elettori (tra il 3 ed il 10%, percentuale che varia da
partito a partito e secondo le contingenze) accetta di sottoscrivere una
candidatura schierandosi apertamente per una parte politica.
NOTA: Una considerazione, prima di concludere con questa
seconda classificazione: La configurazione "1d+2f" (PRIMARIE "APERTE" e con
CANDIDATURE "EX OMNIBUS", da parte di chiunque) risponde a varie esigenze:
- 1) Darebbe una "seria" risposta alla sfiducia ed alla
delusione dei cittadini nei confronti del sistema politico in genere, i cui
comportamenti, la cui incertezza ed incoerenza ha creato una pericolosa
distanza del popolo dai partiti e dalla politica, fino al punto di indurne un
numero sempre più crescente di elettori a non partecipare al voto. Le
uniche controtendenze si sono verificate quando appunto i cittadini hanno avuto
la sensazione che il loro voto "contasse" veramente. E le Primarie del tipo
suddetto lo consentono definitivamente.
- 2) Realizzerebbe gli articoli 1, 2, 3, 48, 49 e 51 della
Costituzione Italiana (principi, e garanzia della loro tutela, di
sovranità del popolo, eguaglianza e centralità di tutti i
cittadini nella vita politica e nei partiti), principi fin qui disattesi
poiché in Parlamento non sono state mai varate le Leggi Ordinarie che
avrebbero dovuto dar loro concretezza.
- 3) Creerebbe una "naturale" concorrenza tra la cittadinanza
ed il partito in termini di qualità delle candidature: se le candidature
del partito non fossero sufficientemente valide dal punto di vista dei
cittadini nulla più impedirebbe agli stessi di individuarne una o
più, alternative alle stesse. Già solo questo creerebbe un
cambiamento epocale nei partiti. Infatti...
- 4) Creerebbe i presupposti stessi della DEMOCRAZIA INTERNA
dei partiti, perché:
- a) la "base" dei militanti acquisterebbe più
importanza del "vertice", dato che i primi saranno i veri protagonisti
dell'individuazione delle migliori candidature e della relativa "trattativa"
con i concittadini, che conoscono e di cui sanno aspettative, esigenze e
timori. La "piramide" gerarchica tradizionale ne risulterebbe capovolta: e' il
presupposto primo della Democrazia.
- b) Eventuali "dissenzienti" dalla linea del "vertice"
possono presentarsi alle elezioni anche per proprio conto ma per lo stesso
partito, sia grazie ai militanti locali che lo conoscono e possono credere
nella sua opinione, sia grazie ai suoi stessi concittadini che gli darebbero
così forza nel partito. Solo in questo modo i partiti saranno il frutto
naturale dell'indirizzo dei cittadini sovrani (l'art. 49 della Costituzione
è molto chiaro in merito).
- c) Di conseguenza, verrebbe a cadere la vera motivazione
(il finanziamento è solo un ulteriore "incentivo") che attualmente
induce chi non può fronteggiare lo strapotere del "vertice" del partito
(Segreteria ed alta dirigenza) e ne abbia le possibilità (seguito di
"fedeli") ad "accomodarsi" fuori del partito stesso ed a formarne uno suo (da
cui l'attuale numero incredibile di partiti di ogni dimensione).
3) IN BASE ALLA MODALITA' DI SVOLGIMENTO
a) PER SINGOLA LISTA
si svolgono e sono gestite direttamente dal Partito o dai partiti
partecipanti alla Lista. Nel caso "1c", i cittadini partecipanti sono costretti
a dichiararsi apertamente e per iscritto come simpatizzanti (se non
"temporaneamente iscritti") del/i partito/i di cui vogliano decidere il
candidato. Nel caso "1d", sarebbero comunque apertamente partecipanti ad una
PRIMARIA "di parte". Queste due ipotesi inducono a pensare ad una
partecipazione molto bassa rispetto all'elettorato complessivo, a causa della
difficoltà concettuale e culturale degli italiani nello schierarsi
apertamente e visti i non proprio ottimi rapporti con i partiti, almeno
attualmente, degli elettori in genere.
b) A SESSIONE PUBBLICA GENERALE
di fatto, con la CONVOCAZIONE DELLE ELEZIONI, vengono CONVOCATE
ANCHE LE CONSULTAZIONI PRIMARIE, per cui i cittadini ricevono un certificato
elettorale che ha un apposito tagliando in più che permette loro di
partecipare prima alle PRIMARIE, per poi utilizzare l'altro per partecipare
alle conseguenti elezioni. Tutti le Liste in competizione sono obbligate a
partecipare alle PRIMARIE (eventuali deroghe sono da prevedere nella legge
istitutiva; p.e.: le candidature indipendenti o di liste mai presentatesi prima
o di liste prettamente locali in elezioni a carattere nazionale o in assenza di
più di un candidato, ecc.). L'elettore che si reca a votare alle
PRIMARIE andrà come sempre nel proprio seggio che, perciò,
dovrebbe coincidere con quello cui si recherà circa due/tre mesi dopo
per le elezioni vere e proprie. Lì riceve una scheda unica in cui
compaiono tutte le liste in competizione con i relativi "aspiranti candidati".
Ne potrà indicare uno solo di una sola lista.
NOTA: Quest'ultimo metodo ha le seguenti ripercussioni:
- A) Essendo a gestione pubblica, è controllabile e
verificabile per legge da parte di chiunque ne faccia richiesta ed il costo
è un costo sociale generale, il che evita che si debba auto finanziare
con quote di partecipazione le quali si rivelerebbero un'ulteriore dissuasivo
alla partecipazione generale dell'elettorato ed una "sperequazione" nei
confronti di coloro che sono economicamente "deboli" (pensionati al minimo,
disoccupati, poveri, ecc.).
- B) La scheda unica tutelerebbe il principio della SEGRETEZZA
DEL VOTO. Nessuno può sapere per quale delle liste il singolo elettore
ha deciso di scegliere il candidato.
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